
Sono sempre stata attratta dalle cose che hanno qualcosa di fuori posto.
Una pietra con un’inclusione.
Un accostamento che sulla carta non dovrebbe funzionare.
Un gioiello importante indossato nel modo meno importante possibile.
Forse viene da lontano.


A sei anni ho imparato i primi nodi del macramè. Mi piaceva intrecciare, provare combinazioni sempre più complicate, capire come cose diverse potessero stare insieme.
Oggi continuo a fare più o meno la stessa cosa. Solo che ai fili si sono aggiunti pietre, oro, diamanti, colori, viaggi e tutto quello che negli anni ha formato il mio sguardo.
Il codino spettinato, invece, è rimasto.
LatoVì è il mio modo di guardare il gioiello.
Non attraverso regole precise, ma attraverso ciò che mi incuriosisce: una sfumatura, un’imperfezione, un contrasto, qualcosa di inaspettato.
Perché non credo che una donna debba scegliere una sola versione di sé.
Può essere essenziale ed esagerata. Spirituale e glamour. Discreta oggi e decisamente troppo domani.
Possiamo avere molti lati senza essere meno noi stesse.
LatoVì li lascia convivere.
